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Benvenuti al Punto Giuridico

Il Punto Giuridico

di Stefano Marletta

  • Buongiorno a tutti, inizio questa mia rubrica e collaborazione giuridico – sportiva, innanzitutto dandovi il benvenuto e tentando di aprire uno spazio di confronto aperto, a tutti gli appassionati, non soli gli sciatori Master, sul tema della sicurezza negli sport di montagna, tenendo conto del quadro normativo di riferimento vigente in Italia.
  • Riferendomi allo sci in pista, partirei da un primo dato significativo e cioè che l’Italia e l’unico paese al mondo ad essersi dotato di uno strumento normativo specifico, a partire dal 2003.
  • Nonostante il quadro normativo le problematiche sono moltissime e particolarmente complesse, per la peculiarietà dell’ambiente in cui vengono praticati gli sport della montagna, sorgono non pochi dubbi in termini di applicazione concreta delle normative vigenti e di certezza del diritto a cui tutti noi dobbiamo tendere a nostra garanzia e degli altri.
  • E’ molto probabile che alcuni di voi conoscano dettagliatamente quanto segue tuttavia per iniziare un confronto completo, non darei nulla per scontato, ripassando i principi generali posti a tutela di tutti gli operatori ed i praticanti di sport di montagna.
  • La Legge di riferimento è la Legge n° 363 del 2003 che è stata promulgata proprio per favorire una prevenzione dei rischi connessi all’attività sciistica per comportamenti spesso non corretti da parte degli utenti. Il primo strumento di prevenzione è l’uso del casco, reso obbligatorio per i minori di anni 14, la norma ha sensibilizzato anche gli adulti, anche non agonisti; infatti in molte stazioni sciistiche oltre il 60% degli sciatori indossa abitualmente il casco.
  • Il quadro normativo attuale è stato completato da alcuni provvedimenti che hanno completato il dettato normativo principale contenuto nella Legge 363 del 2003:
  • il Decreto del ministero della salute del 2 marzo 2006 relativo alle caratteristiche tecniche dei caschi ( gli unici ammessi sono quelli conformi alla norma unica UNI EN 1077 CE);
  • il Decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 20 dicembre 2005 relativo alla segnaletica sulle piste che prevede che sia chiara, visibile, comprensiva della indicazione dei pericoli e dei divieti.
  • La sicurezza, al di là delle molteplici norme che, – in Italia non mancano mai – , converrete con me, dipende da molteplici fattori, in particolare : dal comportamento degli utenti, dalla segnaletica e dalle corrette informazioni generali sulle condizioni delle piste ed anche del meteo, dall‘uso corretto dell’attrezzatura che sia di qualità, e, non ultimo, da una corretta preparazione atletica di base, trattandosi di sport dove entrano in gioco forze e velocità importanti, elementi di sollecitazione dell’impianto muscolare e scheletrico dell’individuo, a maggior ragione con le nuove geometrie degli sci.
  • La Legge 363/2003 ed i successivi provvedimenti elencano una serie di comportamenti cui gli sciatori che non li rispettano sono passibili di sanzione, per tutti, ad esempio, è fatto obbligo di prestare assistenza soccorso ad un infortunato ovvero avvertire gli operatori e/o gli addetti al soccorso nel minor tempo possibile, prestare soccorso è un dovere morale che impegna ogni sportivo e l’omissione è sanzionabile con una pena da 250 ad i 1000 euro.
  • Scrivere norme comportamentali non svolge il ruolo di prevenzione nel formare una cultura del rispetto dell’altro, una educazione al rispetto della montagna e delle persone che la frequentano.
  • La Federazione Internazionale dello Sci in Cio ed in Coni nel tentativo di semplificare il quadro generale comportamentale, hanno condiviso, 10 norme comportamentali di base, che vado ad elencarvi e denominate :

IL DECALOGO DELLO SCIATORE

  1. RISPETTO DEGLI ALTRI Ogni sciatore deve comportarsi in modo da non mettere in pericolo altre persone o provocare danni.
  1. PADRONANZA DELLA VELOCITA’ E DEL COMPORTAMENTO Ogni sciatore deve tenere una velocità e un comportamento adeguati alla propria capacità nonché alle condizioni generali della pista, della libera visuale e del tempo e all’intensità del traffico. 
  1. SCELTA DELLA DIREZIONE Lo sciatore a monte che ha la possibilità di scegliere il percorso deve tenere una direzione che eviti il pericolo di collisione con lo sciatore a valle.
  1. SORPASSO Il sorpasso può essere effettuato ( con sufficiente spazio e visibilità), tanto a monte quanto a valle, sulla destra o sulla sinistra, ma sempre ad unma distanza tale da evitare intralci allo sciatore sorpassato.
  1. IMMISSIONI ED INCROCIO Lo sciatore che si immette su una pista o che riparte dopo una sosta, deve assicurarsi di poterlo fare senza pericolo per sé o per gli altri; negli incroci deve dare la precedenza a chi proviene da destra o secondo le indicazioni.
  1. SOSTA Lo sciatore deve evitare di fermarsi, se non in caso di necessità, nei passaggi obbligati o senza visibilità. La sosta deve avvenire ai bordi della pista. In caso di caduta lo sciatore deve sgomberare la pista al più presto possibile. 
  1. SALITA In caso di urgente necessità lo sciatore che risale la pista, o che la discende a piedi, deve procedere soltanto ai bordi della stessa. In caso di urgente necessità lo sciatore che r
  1. RISPETTO DELLA SEGNALETICA Tutti gli sciatori devono rispettare la segnaletica prevista per le pista da sci ed in particolare l’obbligo del caso per i minori di 14 anni.
  1. SOCCORSO Chiunque deve prestarsi per il soccorso in caso di incidente.
  1. IDENTIFICAZIONE Chiunque sia coinvolto in un incidente o ne è testimone è tenuto a dare le proprie generalità.

*****

Partirei da un tema noto e chiaro a tutti, essendo anche fonte di preoccupazioni, allo scopo di stimolare un dibattito sull’argomento:

IL SOCCORSO SULLE PISTE DA SCI

Recentemente in Valle d’Aosta si è stabilito che l’intervento sulle piste da sci costa Euro 200, mentre nelle altre regioni la situazione è molto confusa ed incerta.

Le regole per il soccorso sulle piste da sci variano da regione e regione, in alcuni casi, da comprensorio a comprensorio.

Quest’anno la Valle d’Aosta ha introdotto il pagamento della somma di € 200 per chiedere l’intervento della motoslitta e del toboga, motivando detta decisione con l’uso disinvolto delle richieste di emergenza che alcuni sciatori hanno chiesto solo perché stanchi e/o non preparati fisicamente, non più in grado di completare la discesa. Tra le motivazioni ci sono anche quelle economiche. In passato le regioni garantivano un contributo per la gestione delle emergenze ma con i tagli imposti dalla crisi i fondi si sono assottigliati, per cui la Valle d’Aosta, per garantire il soccorso, ha previsto il ticket di 200 euro.

Il tema si presta a molteplici riflessioni e valutazioni.

In altri paesi come Svizzera e Francia il costo varia dai 219 euro ai 771 euro.

Negli ultimi anni in Italia si è pensato di introdurre una sorta di tariffario ma al momento la situazione è abbastanza caotica e confusa.

Un soluzione potrebbe essere quella di sottoscrivere una assicurazione, prima di avviarsi sulle piste, con la copertura dei predetti rischi di infortunio.

In realtà la maggior parte degli sciatori abituali, essendo tesserati ha già un’ottima copertura assicurativa garantita, fornita, ad esempio, dalla FISI.

In altri casi con la sottoscrizione di una polizza di circa € 50 si ha la copertura assicurativa per l’intera stagione.

Per gli sciatori occasionali resta la possibilità di acquistare un’assicurazione assieme allo skipass. Sempre più gestori offrono, assieme all’acquisto dello skipass per gli impianti, una polizza al costo di 3 euro che copre i costi di eventuali soccorsi.

Le altre regioni:

In Piemonte già dal 2009 esiste l’obbligo per chi scia di avere una polizza assicurativa per responsabilità civile, chi no la possiede la può acquistare al prezzo di € 2,50 con lo skipass.

In Lombardia la situazione è diversa e molto variegata, a seconda delle località e dei singoli comprensori. A Bormio ad esempio i soccorsi sono affidati alla Polizia di Stato con un profilo di intervento pubblico.

In Trentino- Alto Adige il discorso cambia ed in una località come Plan de Corones, il soccorso costa 200 euro.

Esiste un tariffario molto variegato da regione a regione, in base alla gravità della lesione ed all’importanza dell’intervento.

Chiudo questo mio primo intervento con l’auspicio che in questa materia si riesca a pervenire ad una formulazione contrattuale unica e valida su tutto il territorio italiano che da ormai oltre 20 anni è stata ipotizzata e studiata, il cosiddetto contratto bianco o di skipass.

Questo contratto prevederebbe oltre all’acquisto dello skipass anche una assicurazione obbligatoria che renderebbe i gestori degli impianti custodi e responsabili , sotto il profilo civilistico, i gestori sarebbero coperti da garanzie assicurative importanti, rapportate anche al numero degli utenti, per la legge dei grandi numeri, sorgerebbe un costo irrisorio per i gestori, gli sciatori invece  potrebbero beneficiare di una garanzia assicurativa completa e globale, anche per lo specifico soccorso, come ad esempio il trasporto in elicottero, notoriamente oggi molto costoso.

 

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2 comments

  1. Sarebbe interessante affrontare il tema dell’obbligo del defibrillatore per gli sci club

    • Nei prossimi giorni pubblicheremo la prima parte di un articolo riguardante la complessa e per certi aspetti controversa tematica del defibrillatore.

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