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“L’obbligo di dotazione ed impiego di defibrillatori semiautomatici….” seconda parte

Proseguiamo ad affrontare il tema di sicuro interesse  riguardante l’uso del defibrillatore :

DEFRIBILLATORI SECONDA PUNTATA

  • Premetto che il problema per gli addetti ai lavori nel settore sci alpino “dovrebbe” essere definitivamente superato a fronte delle recenti circolari e direttive interpretative, tuttavia è bene tenere alta l’attenzione su un tema che, il legislatore inevitabilmente affronterà, anche in futuro, considerati i molteplici interessi tutelabili che ruotano attorno.
  • Le società che utilizzano permanentemente o temporaneamente un impianto devono assicurarsi della presenza e del regolare funzionamento del dispositivo.
  • Negli impianti sportivi deve essere disponibile , accessibile e funzionante almeno un DAE – posizionato ad una distanza da ogni punto dell’impianto percorribile in un tempo utile per garantire l’efficacia dell’intervento con il relativo personale addestrato.
  • I DAE devono essere marcati CE come dispositivi medici ai sensi della vigente normativa comunitaria nazionale ( Dir. 93/42/CEE D. lgs. n. 46/97). I DAE devono essere resi disponibili all’utilizzatore completi di tutti gli accessori necessari al loro funzionamento.
  • Le società sportive ed i gestori degli impianti sono tenuti ad informare tutti i soggetti presenti a vario titolo della presenza dei DAE mediante sistemi di segnalazione.
  • Tutti i soggetti che sono tenuti o che intendono dotarsi di DAE devono darne comunicazione alla Centrale Operativa 118 territorialmente competente specificando: il numero di apparecchi, la specifica del tipo di apparecchio, la dislocazione l’elenco degli esecutori in possesso del relativo attestato, per rendere più efficace ed efficiente il suo utilizzo o addirittura disponibile la sua localizzazione.
  • I DAE devono essere sottoposti a verifiche, a controlli ed alle manutenzioni periodiche secondo le scadenze previste dal manuale d’uso e nel rispetto delle vigenti normative in materia di apparati elettromedicali; la batteria deve essere carica per garantirne il funzionamento e le piastre adesive devono essere sostituite alla scadenza.
  • Gli apparecchi devono essere collocati in luoghi accessibili ed il cartello deve indicare la posizione del DAE con gli adesivi AED ed è raccomandato l’uso di contenitori esterni con meccanismi automatici di segnalazione che si attivano al prelievo del dispositivo con segnalazione immediata alla Centrale Operativa 118.
  • I corsi di formazione sono effettuati da Centri di formazione accreditati dalla singole regioni e sono svolti in conformità alle Linee guida nazionali del 2003 così come integrate dal D.M. 18.03.2011.
  • Sul tema dei corsi sarà mia cura predisporre un approfondimento a breve, vista la mancanza di coordinamento tra regione e regione, sarà opportuno verificare ogni protocollo e verificare le possibilità di stipulare accordi per formare almeno una persona all’interno di ogni associazione sportiva che sia formata in materia.
  • Concluderei questo primo mio intervento sul tema “ defibrillatori” cui farà seguito un successivo articolo di approfondimento specifico dei profili operativi per associazioni ed enti che organizzano gare di sci, facendo un cenno al profilo della responsabilità.
  • Per tranquillizzare gli addetti ai lavori una attività di soccorso crea un obbligo solo per il personale sanitario, non per quello cosiddetto “ laico”: chi somministra lo shock elettrico non è responsabile della corretta esecuzione della somministrazione data dall’apparecchio ma solo dell’esecuzione della manovra in condizioni di sicurezza anche per i presenti ( DM 2011);
  • Per la società sportiva sussiste la responsabilità di attivarsi per la presenza del regolare funzionamento del dispositivo;
  • La mera inosservanza delle prescrizioni di DAE non sembra essere stata sanzionata ma solo le conseguenze lesive ( morte / lesioni), responsabilità penale e civile del Presidente della società se è provata la mancanza di defibrillatore oltre alla mancanza di manutenzione adeguata o del gestore nel caso sia stato demandato per accordo.
  • La responsabilità del Presidente per mancanza di personale formato ed il numero dipende dal tipo di impianto e dal tipo di organizzazione.
  • Concludo con un cenno di sintesi per tranquillizzare tutti gli addetti ai lavori, in particolare gli Sci Club, in quanto da una prima lettura, sembrerebbe eccessivamente ampio l’ambito di responsabilità in capo alle associazioni sportive e società che organizzino un evento agonistico, anche se a livello amatoriale.
  • Innanzitutto desidero sottolineare che:
  • i nostri “ impianti sono all’aria aperta” quindi la normativa che vale per impianti sportivi al chiuso;
  • la legge deve essere interpretata ed adeguata allo specifico ambito naturale aperto in cui viene praticato lo sci;
  • molti Comuni e società degli impianti di risalita hanno i defibrillatori in dotazione;
  • una soluzione pratica che individuo per sgombrare ogni dubbio è la presenza di una ambulanza che per legge ha a bordo un defibrillatore e personale formato;
  • Esistono ambulatori di soccorso piste con volontari preparati ( oltre a Carabinieri e Polizia di Stato, Guardia di Finanzia) e attrezzati con defibrillatori.
  • In definitiva lo SCI CLUB dovrà semplicemente occuparsi ed accertarsi di verificare dove si trova un defibrillatore regolarmente funzionante, eventualmente stipulare accordi con ambulatori di soccorso piste oppure con il 118, sarebbe altresì sufficiente formare una persona all’interno di ogni sci club per curare la parte primo soccorso e per tranquillità.
  • Infine i defibrillatori di ultimissima generazione sono facilissimi da usare ( fanno tutto da soli) basta posizionare gli elettrodi non sono necessarie particolari manovre tipo “ massaggio cardiaco”, esiste anche la possibilità di ricevere in tempo reale istruzioni telefoniche riguardo all’uso dalla centrale operativa del 118…

A presto ! alla prossima puntata …..restando nei dintorni…..

 

 

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